Ferrovia Rolo-Mirandola – Il tracciato completo da Novellara a Mirandola. Un’ipotesi del 1914

Ferrovia Rolo-Mirandola – Il tracciato completo da Novellara a Mirandola. Un’ipotesi del 1914

20 Febbraio 2026 0

Il progetto originale del 1922 per la linea Novellara-Rolo-Mirandola fu mozzato nel 1923 della tratta reggiana Novellara-Rolo, una decisione scellerata che lo storico rolese prof. Gabriele Mantovani cataloga come una sorta di “scambio” in favore di un’altra tratta ferroviaria, la Reggio-Boretto, ritenuta allora più strategica.

Nella stesura di questo lavoro mi sono ritrovato più volte a pensare come avrebbe potuto svilupparsi questa tratta perduta da Novellara a Rolo, e quali fossero i percorsi ipotizzati dai progettisti.

In effetti, già nel 1907 troviamo pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale  il primo statuto di un consorzio per la costruzione ed esercizio di una Ferrovia Mirandola-Suzzara, sul percorso Mirandola, Concordia (MO), Moglia, Gonzaga, Suzzara (MN).

Già nello stesso anno, però, le provincie di Reggio e Modena iniziarono a fare forti pressioni per spostare il progetto in Emilia, sul percorso Novellara-Rolo-Mirandola. E qui ci viene in aiuto Roberto Rovelli, che mi ha condiviso alcuni articoli pubblicati sulla “Rivista Tecnica delle Ferrovie Italiane” nel maggio 1914, in cui viene descritta la domanda di concessione “…di una ferrovia a scartamento normale ed a trazione a vapore, che da Novellara per Novi e Concordia conduca a Mirandola, in base a progetto compilato dall’lng. Agostino Tacchini.” 

L’articolo descrive, ohimè solo a parole, il tragitto tutto emiliano pensato per la ferrovia Novellara-Rolo-Mirandola, senza corredarlo di una mappa.

Si scopre così che nel 1914, oltre alla tratta Novellara-Rolo mai realizzata, anche la tratta Rolo-Mirandola era stata ipotizzata su di un tracciato diverso da quello poi attuato, nel quale non erano comprese né la parte in provincia di Mantova, con la Stazione di Moglia, né la Stazione di San Possidonio.

L’ipotesi di tracciato correva totalmente in Emilia, più a sud dell’attuale, ed era stata pensata la costruzione di un’unica stazione per le frazioni di Santo Stefano, San Giovanni (Concordia), e Rovereto sulla Secchia (Novi). È quindi evidente come nell’arco di pochi anni si sia passati da un progetto che privilegiava la provincia di Mantova, ad uno spalmato sui territori del Reggiano e Modenese, trovando poi la sintesi nel progetto del 1922 che, con italico spirito diremmo oggi “cerchiobottista”, cercava di accontentare sia le provincie Emiliane, sia quella Mantovana.

I progettisti non avevano vincoli particolari di posizionamento dei binari, potendo tracciare ovunque linee rette, scavalcare fiumi e demolire abitazioni per far largo al progresso, con l’unico obiettivo di collegare fra loro le Stazioni Ferroviarie, di cui solo due già esistenti a Novellara e Rolo, e le altre tutte da immaginare e costruire. Nei nostri paesi, un secolo fa, non si sentiva ancora parlare di “sviluppo urbano” e “piano regolatore”; i centri erano raccolti attorno alla chiesa, e non esistevano rotonde, zone residenziali ed industriali. Al di fuori dei nuclei abitati, collegati da strade bianche, c’erano solo campagne, canali, terreni argillosi e zanzare.

E miseria.

Leggiamo insieme alcuni stralci del progetto Tacchini.

RIVISTA TECNICA delle FERROVIE ITALIANE, maggio 1914, pag. 321

Ferrovia Novellara-Novi-Concordia-Mirandola

La nuova linea si stacca dalla Stazione di Novellara della ferrovia Reggio-Guastalla … volge quindi a destra, … raggiunge la Stazione di Campagnola … Da questo punto la linea si dirige verso tramontana, mantenendosi sempre a sinistra della strada provinciale anzidetta, e nei pressi di Fabbrico volge di nuovo a destra e arriva alla Stazione di Fabbrico … Di qui la linea, quasi con un unico rettifilo, si dirige alla Stazione di Rolo-Novi della ferrovia Mantova-Modena; staccandosi da detta stazione con una curva volgente a destra, la linea si dirige a Novi… attraversa la Fossa Raso e le strade provinciali Novi-Moglia e Novi- Concordia e raggiunge la Stazione di Novi posta nella località della Barata. Da questo punto la linea, con direzione verso levante, attraversa con andamento pressoché rettilineo parecchi corsi d’acqua… dopo di che raggiunge la Stazione di S.Stefano-S.Giovanni-Rovereto. All’uscita di detta stazione la linea si dirige…al fiume Secchia…dopo il ponte la linea volge a destra e raggiunge la Stazione di Concordia, all’uscita da questa stazione corre per un tratto a destra e parallelamente alla strada provinciale Concordia-Mirandola… per proseguire poi quasi in fregio alla medesima sino… alla Stazione di Mirandola, dopo di che la linea…raggiunge la ferrovia Bologna-Verona… della Stazione di Mirandola-Cividale F.S…

Seguendo il documento, abbiamo simulato il percorso sotto: il tracciato in rosso collega i resti mappati sul territorio, quello in blu è costruito in base al testo del 1914 qui sopra, ed abbiamo anche provato ad ipotizzare in giallo la tratta del 1907, con immissione nella Modena-Verona in Lombardia, anziché a Rolo in Emilia.

Partendo da Novellara, la Stazione esisteva già ed il nuovo binario usciva verso est costeggiando la strada carrabile fino alla Stazione di Campagnola Emilia a nord dell’abitato, all’incirca nella zona tra le attuali vie Marmiroli, San Bernardino, Cattanìa (sic), dove all’epoca c’erano solo campi e corti agricole, di cui la più grande era proprio la Corte San Bernardino.

Da qui, il binario avrebbe raggiunto agevolmente Fabbrico, con un bel rettilineo attraverso la campagna; è ragionevole pensare ad una stazione nella zona delle attuali via Trieste e via XXV Aprile, quindi abbastanza vicina al centro cittadino ed in posizione opposta alla chiesa.

Con un altro rettilineo da Fabbrico si giungeva a Rolo, non c’erano né l’autostrada da scavalcare, né l’attuale zona industriale, ed i progettisti avevano completa libertà nel posizionare il binario per collegarsi all’esistente linea Modena-Verona. Da Rolo verso Novi la tratta appare sostanzialmente quella realizzata, ma dopo il ponte sulla Fossa Raso, il binario proseguiva diritto, e non sapremo mai se avrebbe dovuto attraversare selvaggiamente il giardino di Villa delle Rose ed il sagrato della chiesa, oppure girare attorno alla recinzione dal lato sud.

La Stazione di Novi era prevista verso la località Barata, in una zona del borgo diametralmente opposta a quella dove è stata effettivamente costruita. Si può ragionevolmente collocarla in fondo all’odierno viale G. Di Vittorio, che in questa foto del 2021 sembra proprio pensato come il classico “viale della stazione” di tanti racconti padani.

Il binario proseguiva poi diritto in mezzo alla pianura scavalcando i vari corsi d’acqua verso l’argine del Secchia. Nel tratto pianeggiante, prima di raggiungere il fiume, sarebbe stata costruita un’unica stazione per le frazioni di Santo Stefano e San Giovanni (Concordia) e Rovereto sulla Secchia (Novi), decisamente lontana e scomoda da raggiungere per tutte e tre le frazioni. Dopo la stazione, proseguendo verso l’attuale via Terzi e Livelli con una curva verso nord, il binario avrebbe attraversato il fiume Secchia per poi scendere a destra in Stazione a Concordia, con un ponte ferroviario presumibilmente nell’area tra via Molino Tacoli e la via da Concordia a S. Possidonio, dove alcuni anni fa passava un ponte del metanodotto, poi rimosso.

Nella cartina sotto, in blu il tracciato del 1914 ipotizzato in base al testo della Rivista Tecnica delle Ferrovie Italiane, in rosso quello poi eseguito.

Come già a Novi, il progetto prevedeva la Stazione di Concordia in un punto diverso da quello effettivo, fuori dal centro e presumibilmente in prossimità della Nazionale per Mirandola, che poi il binario costeggiava fin quasi al capolinea, con il tratto finale urbano che ricalcava abbastanza quello effettivamente realizzato.

Erano già stati previsti il raccordo verso la Stazione di Cividale sulla linea Modena- Verona ed il collegamento con la linea già esistente verso Cavezzo e Finale Emilia. Quella citata dalla Rivista Tecnica delle Ferrovie Italiane del 1914 era probabilmente la prima richiesta di concessione, basata sul progetto dell’lng. Tacchini, che prevedeva una linea Novellara-Rolo-Concordia-Mirandola di circa 36 km.

Il Consiglio Superiore dei lavori pubblici diede parere favorevole ma, in mancanza di documenti, non sappiamo se sia mai stata firmata una convenzione e ufficialmente assegnata la concessione con Regio Decreto; potrebbe essere che la Prima guerra mondiale abbia bloccato tutto l’iter.

Tratto da:  Ferrovia Rolo Mirandola – Museo diffuso della ferrovia dimenticata – Alla ricerca delle opere del territorio.

Autore: Fausto Gazzoli

Editore E.Lui

Anno 2024

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