Luca “Orione”Reggiani – Il gigante gassoso – Giove
Il gigante gassoso – Giove
Bentornati amiche ed amici in questo nuovo articolo sull’astronomia!
In questo episodio andiamo nelle vicinanze del nostro pianeta a visitare Giove, il primo dei pianeti del sistema solare esterno.
É vicino in termini cosmologici, dove si misura la distanza in anni luce (un anno luce è la distanza percorsa dalla luce viaggiando a circa 300mila km/s, tradotto in km sono circa 9461 miliardi di chilometri) Giove lo troviamo ad appena 780 milioni di km dalla Terra.
Nonostante la vicinanza la luce impiega ben 45 minuti per coprire la distanza tra Giove e la Terra.

Il nostro sistema solare – credit: Nasa
Come abbiamo detto all’inizio è il primo dei pianeti del sistema solare esterno, pianeti caratterizzati dalle dimensioni molto maggiori rispetto quelli del sistema solare interno: non solo hanno una dimensione ed una massa maggiore ma hanno anche una composizione ben diversa, infatti sono tutti dei giganti gassosi composti da gas di idrogeno, elio ed altri in percentuali variabili.
Probabilmente al loro interno custodiscono un nucleo solido formato da materiali pesanti.
Il gigante gioviano è di gran lunga il più importante dei pianeti esterni, con un diamtro di 143 mila km ed una massa 320 volte maggiore quella della nostra Terra orbita intorno al Sole in poco più di 11 anni.
Se volete osservarlo in questo mese di Aprile lo troviamo molto luminoso verso sud ovest, già visibile al primo buio.
Per localizzarlo basta trovare la costellazione di Orione, tracciare una linea tra Rigel e Betelgeuse (le due stelle più brillianti) tracciare una retta verso l’alto e li trovero il luminoso Giove, appena sotto Castore e Pollux della costellazione de Gemelli.
Come sempre vi consiglio di installare l’app “Stellarium”, un’app gratuita che vi può aiutare ad orientarvi nel cielo per i meno ferrati.

Trovare Giove è facilissimo!
Di Giove cosa conosciamo ?
Beh il pianeta gigante è una nostra vecchia conoscenza sin dai tempi più antichi ma solo con l’avvento del cannocchiale e dalle osservazioni di Galileo Galilei abbiamo iniziato ad avere una conoscenza più approfondita del pianeta: una delle scoperte più importanti è la presenza dei 4 satelliti principali (le famose lune medicei: Io Europa Ganimede Callisto), con il miglioramento e l’avanzare dei tempi e con telescopi sempre più performanti ad oggi siamo arrivati a contarne 97 (senza includere i vari asteroidi che gli orbitano attorno)

Gli appunti di Galileo circa le lune e le loro posizioni che variano coi giorni
Nel 1979 dopo 2 anni di viaggio finalmente riusciamo a vedere in gran dettaglio Giove grazie alle sonde Voyager della Nasa ed il loro “Grand Tour” del sistema solare.
Fu un fly-by molto rapido di appena 10h in quanto le sonde non avevano il carburante necessario per entrare in orbita e comunque non era nei loro programmi fermarsi.

Un primo piano di Giove e due lune principali, Io (sx) ed Europa (dx)
Storia un pò diversa per le sonde Galileo e Juno, il cui obiettivo era proprio indagare a fondo su Giove ed ebbe la fortuna di studiare gli effetti dell’impatto della cometa Shoemaker-Levy 9 precipitata su Giove nel 1994.
Impressionante come i frammenti di questa cometa segnarono per mesi interi gli strati superiori dell’atmosfera gioviana!

I segni dell’impatto della cometa su Giove
Juno è l’ultima delle missioni che hanno studiato Giove fino al 2025 (ora la missione si trova nella fase di estensione, ha raggiunto gli obiettivi prefissati e “si tira avanti finchè si può”) , avvicinandosi come poche sonde al gigante gassoso ed esplorando anche le regioni polari, zone notoriamente difficili da studiare.

Il dettaglio delle immagini di Juno è impressionante! Credit: Nasa / JPL
E noi astrofili come riusciamo a vederlo Giove dal giardino di casa?
Beh dipende soprattutto dalla serata, se la nostra atmosfera è molto perturbata o siamo fortunati ed abbiamo una nottata tranquilla con poca turbolenza.
È quello che mi è capitato nel 2024 quando alla fine di una nottata di integrazione dati su un oggetto deep sky, vidi Giove che era ancora visibile (saranno state le 4 del mattino) e mi dissi “Perchè non provare a fotografare Giove visto che è una buona nottata?”
Montata la fotocamera per le riprese planetarie ed aggiunta una lente di Barlow da 5 (portando la lunghezza focale da 800mm a 4000mm) il risultato fu straordinario.

Giove fotografato dal giardino di casa
Come sempre il telescopio utilizzato è il mio netwton da 200mm con lunghezza focale 800, al quale ho aggiunto una Barlow per raggiungere il massimo dettaglio possibile dal sistema ottico: devo dire che lavorare a 4 metri di focale non è semplice, basta una minima vibrazione che il telescopio lo rileva.
Quando si lavora con focali lunghe è severamente proibito camminare a fianco del telescopio ed è bene aspettare che macchine, trattori e camion siano passati e ben lontani!
Per questo mese è tutto, come sempre se avete domande o dubbi non esitate a scrivere sarò lieti di rispondere alle vostre domande.
Vi lascio qui sotto il link per i miei canali social, se vi incuriosisce l’astronomia e l’astrofotografia seguitemi tra le stelle!
Fino alla prossima, ciao e cieli sereni!
Luca “Orione” Reggiani