Mirandola, Valli e Barchessoni e rientro a Mirandola
Scarica la traccia


















































Percorso non impegnativo se non per la distanza (Km 48,4), consigliato per biciclette MTB – GRAVEL o E.BIKE. Come per il percorso pubblicato in precedenza, meglio portarsi nello zainetto o nelle borse laterali, oltre il necessario kit per le riparazioni della bicicletta, acqua, panini o barrette energetiche.
Partenza dalla nostra solita e bellissima piazza di Mirandola procedendo per Cividale, quindi immettersi sulla Ciclovia del Sole in direzione nord (verso Verona, per intenderci), per alcuni km,un tratto asfaltato di fianco alla ferrovia la cui nota di interesse è la vecchissima e abbandonata stazione ferroviaria di Tramuschio. Al termine della ciclovia ci si immette nel tratto sterrato che vi porterà a San Martino Spino e al territorio delle nostre Valli, terra di cocomere, meloni e pomodori. Si entra a San Martino Spino e sulla sinistra vi appare l’antica tenuta dei Pico; tra gli antichi palazzi dei Pico situati nella Bassa, il Palazzo di Portovecchio è uno dei pochi superstiti, sebbene l’aspetto attuale sia posteriore al 1750, quando il feudo di San Martino venne concesso ai Menafoglio dagli Estensi. Dell’assetto originario resta l’estesa facciata, oggi priva delle due torri laterali che compaiono nella settecentesca carta di G. Scarabelli (cit.) La tenuta, di proprietà dello Stato, è purtroppo in condizioni precarie, il palazzo, abbandonato, ha subito ingentissimi danni durante il terremoto del 2012, e a nulla, sono valsi gli appelli per non lasciarlo andare ad un completo disfacimento.
San Martino Spino è la patria dei Barchessoni : Barchessone Portovecchio, Barchessone Vecchio, Barchessone Barbiere, (tutti e tre ristrutturati), ed infine Barchessone Fieniletto (purtroppo ne rimangono solo i ruderi).
Il Barchessone Vecchio ed il suo parco è, ogni anno, nella stagione primavera/estate, ricco di eventi organizzati dal Comune di Mirandola e dal Ceas “La Raganella”
Percorsa la visita ai Barchessoni, si consiglia una sosta nel parco del Barchessone Vecchio per rifocillarsi, si rientra a Mirandola, sempre su una strada ghiaiata ma di facile percorribilità fino al centro, con una visita alla nostra chiesa di San Francesco (distrutta dal terremoto del 2012 ed ancora in condizioni precarie)ed uno sguardo, al negozio di cornici e stampe antiche “La Bottega” di Giorgio Morselli, istituzione e vanto di Mirandola.
andrea bisi
Andreolli diceva che nella storia locale i fatti devono essere sempre documentati due volte !!
1 Aprile 2025Non è assolutamente dimostrato che il palazzo di Portovecchio abbia mai avuto e due torri,
La notizia appare su un volume della Fondazione di tanti anni fa perché l’aurore aveva visto solo una cartina di Scarabelli di proprietà di un collezionista sanfeliciano.
Nella medesima cartina la chiesa di San Martino in Spino appare con la facciata settecentesca
ed il campanile a nord !! La cartina va dal 1530 al 1653
La facciata nel 1776 era ancora con tre piccole guglie (Calzolari 2018 pag.277) e il campanile che appare a destra nel 1664 (visita vescovo Marliani) fu innalzato a destra da Morandotti nel 1667. (Calzolari 2018 pag. 327)
Scarabelli disegnò le 4 cartine poi raccolte da Costantini per ricordare i lavori idraulici compiuti dai Pico, i disegni degli edifici probabilmente erano solo indicativi dei luoghi ..
Certo che può essere che le tre torri siano esistite nel periodo che va dal 1530 al 1653 ma senza ulteriore documentazione si può solo presumere ..