Vilmo Cappi – Preghiere in dialetto nel Mirandolese
C’era una volta ma non moltissimi anni fa, l’usanza nel Mirandolese di recitare delle preghiere in dialetto; cioè, per essere esatti, si avevano nel Mirandolese delle preghiere in dialetto che venivano recitate da parte di molti, specialmente nelle campagne, al posto di quelle in latino e anche di quelle in lingua o, più comunemente, accanto alle preghiere tradizionali.
Tra le filastrocche mi piace riportarne una, sempre in forma di breve poesiola, molto spiritosa e si direbbe oggi molto simpatica e di « carattere edonistico », che veniva detta per scherzo.
Vilmo Cappi
S. Antonni in camisott
al va in gir a mezanott
al va in serca d’ S. Anna :
imprestam la vostra scala
d’andar in sial
a ciamar S. Michial.
S. Michial l’era mort,
la Madona l’era in dl’ort
a catar di fiurinen
da purtar al sò puten
bianch e ross e risulen.
La Madona la l’à purtà
S. Zuan al l’ à badzà
tutt i Sant i en pres d’amor; sia ludà, nostar Signor.
Le voci «sial e Michial» sono le voci campagnole, prevalentemente della regione di Mortizzuolo, per «sei e Michel»; talvolta basta la distanza di pochi chilometri per aversi importanti variazioni morfologiche e fonetiche dei termini dialettali. Ora, non si dice più «sèl» per cielo, bensì «cèl».
Traduzione
S.Antonio colla stola va in giro a mezzanotte alla ricerca di S. Anna: prestatemi la vostra scala che devo salire in cielo a chiamare S. Michele.
S. Michele era morto (sic!), la Madonna era nell’orto a raccogliere dei fiorellini da portare al suo bambino bianco rosso e ricciolino.
La Madonna lo ha portato (Gesù) S. Giovanni lo ha battezzato, tutti i Santi lo adorano; sia lodato nostro Signore.
Tratto da: Preghiera in dialetto nel Mirandolese
Autore Vilmo Cappi
Anno 1973
Preghiere in dialetto nel Mirandolese