Vilmo Cappi – Preghiere in dialetto nel Mirandolese

Vilmo Cappi – Preghiere in dialetto nel Mirandolese

5 Febbraio 2026 0

C’era una volta ma non moltissimi anni fa, l’usanza nel Mirandolese di recitare delle preghiere in dialetto; cioè, per essere esatti, si avevano nel Mirandolese delle preghiere in dialetto che venivano recitate da parte di molti, specialmente nelle campa­gne, al posto di quelle in latino e anche di quelle in lingua o, più comunemente, accanto alle preghiere tradizionali.

Tra le filastrocche mi piace riportarne una, sempre in forma di breve poesiola, molto spiritosa e si direbbe oggi molto sim­patica e di « carattere edonistico », che veniva detta per scherzo.

Vilmo Cappi

S. Antonni in camisott

al va in gir a mezanott

al va in serca d’ S. Anna :

imprestam la vostra scala

d’andar in sial

a ciamar S. Michial.

S. Michial l’era mort,

la Madona l’era in dl’ort

a catar di fiurinen

da purtar al sò puten

bianch e ross e risulen.

La Madona la l’à purtà

S. Zuan al l’ à badzà

tutt i Sant i en pres d’amor; sia ludà, nostar Signor.

Le voci «sial e Michial» sono le voci campagnole, prevalentemente della regione di Mortizzuolo, per «sei e Michel»; talvolta basta la distanza di po­chi chilometri per aversi importanti variazioni morfologiche e fonetiche dei termini dialettali. Ora, non si dice più «sèl» per cielo, bensì «cèl».

Traduzione

S.Antonio colla stola va in giro a mezzanotte alla ricerca di S. Anna: prestatemi la vostra scala che devo salire in cielo a chiamare S. Michele.

S. Michele era morto (sic!), la Madonna era nell’orto a raccogliere dei fiorellini da portare al suo bambino bianco rosso e ricciolino.

La Madonna lo ha portato (Gesù) S. Giovanni lo ha battezzato, tutti i Santi lo adorano; sia lodato nostro Signore.

Tratto da: Preghiera in dialetto nel Mirandolese

Autore Vilmo Cappi

Anno 1973

Preghiere in dialetto nel Mirandolese

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