Roberto Pozzetti – La mobilità sostenibile di merci e persone per aprire Mirandola al mondo – 2 parte

Roberto Pozzetti, mirandolese di famiglia, nato nel 1962, vive a Mirandola, grande appassionato di Storia locale e non, grande viaggiatore nella vita lavorativa dove conduce l’attività di Agente Rappresentante nel settore delle vernici per legno di cui è anche consulente tecnico presso aziende produttrici di serramenti, di mobili e carpenteria.

La mobilità sostenibile di merci e persone per aprire Mirandola al mondo – 2 parte
La Città della Mirandola è insieme alla Città di Modena l’unica che ha un retaggio storico rilevante, per certi aspetti invidiabile, tra tutti i centri dell’attuale Provincia di Modena.
Pochi centri della nostra dimensione hanno avuto nell’intera Italia il privilegio di essere ”sovrani e indipendenti” per 4 secoli, esattamente dal 1311 al 1710 con al timone la famiglia Pico, Signori dello Stato della Mirandola che nel 1617 ottennero il titolo di ”Duca”, massimo riconoscimento dell’epoca, elevato dall’Imperatore Mattia d’Asburgo del Sacro Romano Impero.
Un piccolo Stato dunque che comprendeva gli attuali Comuni di Mirandola, Concordia s/Secchia e San Possidonio ma strategicamente importantissimo nello scacchiere padano con al centro una delle Fortezze più conclamate e rispettate quale la Reggia della Mirandola che aveva al proprio interno una torre di difesa alta ben 48 metri, purtroppo crollata nel 1714 dopo lo scoppio della polvere da sparo accatastata causa un fulmine; per non parlare della Zecca istituita nel 1515, dove si coniavano gli ”scudi”, le monete dello Stato della Mirandola.
Questo fino al 1710, data della caduta dell’ultimo Duca Francesco Maria il quale venne espropriato dello Stato dall’Imperatore, colpevole di essersi alleato con i nemici del Regno di Francia che avevano a Mirandola una folta guarnigione militare dislocata proprio nel quartiere del centro storico denominato ”Francia Corta”.
Ho voluto appositamente cominciare con questo breve excursus storico perché il senso d’appartenenza a questa terra è altissimo, specie dopo i danni del sisma che ha rafforzato l’affetto e l’amore dei miraldolesi verso la propria città che ha dato i natali a tante personalità illustrissime con punte d’eccellenza di livello mondiale.
Come si fa a non riconoscere nel Dottor Mario Veronesi, colui che ha generato industrialmente con gli elevatissimi livelli tecnologici raggiunti e la creazione di una classe dirigente, una simmetria definendolo il Pico vissuto nel Novecento?
Mirandola nella classifica dei redditi pro capite 2024, per chi non lo sapesse, ha ottenuto una lusinghiera posizione di alta classifica lasciando notevolmente indietro centri come i ”cugini di Carpi” presi spesso come modello nei decenni scorsi.
Proprio da qui voglio partire scrivendo dall’emergenza viaria e logistica delle merci e delle persone che il nostro Distretto soffre e che deve essere risolta il più rapidamente possibile. Ne ho trattato ampiamente nell’articolo di metà ottobre sempre su questa testata con la cortese collaborazione del Barnardon che mi ha permesso di pubblicarla.
Lo definirei un Piano per lo sviluppo sostenibile di Mirandola.
Proprio per la sua posizione baricentrica tra i capoluoghi più vicini in senso orario, Mirandola si trova strategicamente sulla linea ferroviaria del Brennero, parte del corridoio europeo n.1 Scandinavo-Mediterraneo (Helsinki-La Valletta) che ha come terminali prossimi Verona a nord e Bologna a sud.
Questo significa che merci in arrivo dal Ten-T, la rete integrata di ferrovie, vie navigabili interne, rotte marittime a corto raggio e strade dell’UE, potrebbero essere smistate direttamente al nodo intermodale di Mirandola (senza rottura di carico), con l’evidente vantaggio di ridurre il traffico pesante sulla Statale 12 e ridurre i tempi di trasporto.
Il nodo di Mirandola, creato ad hoc a nord della stazione FFSS di Cividale, unico spazio libero presente sulla tratta ferroviaria Bologna-Verona il cui tracciato attraversa all’interno praticamente tutti i centri urbani ad esclusione di Mirandola, connettendosi alla nuova Variante della SS12, potrebbe servire tutti i Comuni della Bassa, nonché i Comuni del Basso Mantovano.
Inutile dire che un servizio di questo tipo sarebbe un’ottima risposta all’apparato produttivo che richiede da tempo un intervento che faciliti la logistica in senso lato.
Anche la ricettività per le persone andrebbe affrontata sul fronte privato (albergatori), ma anche a livello comunale con il riadattamento di stabili di proprietà pubblica e, sempre in quest’ottica, la richiesta alla RFI di fermate giornaliere di treni AV in stazione a Mirandola con destinazione Roma e Monaco di Baviera via Brennero, potrebbe mitigarne l’isolamento.
Nell’allegato si può notare che il transit-point è dislocato a nord della stazione FFSS, facilmente raggiungibile dalla tangenziale nord (Via dell’Industria) prolungata fino a Cividale e dell’Autostrada Cispadana con uno svincolo ad hoc dall’intersezione con la ferrovia Bologna-Brennero.
Questa mia proposta va ad aggiungersi ad altre simili che ho letto sui media negli ultimi tempi e ritengo veramente possa essere vincente per la nostra Città e il Distretto.
Spero tantisissimo che le Autorità lo prendano in considerazione.

