Luca “Orione”Reggiani – L’ammasso globulare M13, un agglomerato di stelle che orbita intorno alla nostra galassia.
L’AMMASSO GLOBULARE M13
Bentornati amiche ed amici in questo nuovo articolo sull’astronomia!
Dopo aver visto la galassia M101 e con la conclusione di questa ennesima stagione
delle galassie abbiamo ancora un po’ di tempo per osservare un oggetto peculiare, che in questo periodo dell’anno troviamo già alto nel cielo appena ha inizio la notte.
Con un cielo pulito e buio possiamo anche osservarlo ad occhio nudo come una macchina grigiastra nel cielo mentre con un binocolo o un telescopio riusciamo ad apprezzare un po’ più di contrasto col fondo cielo.
Sto parlando dell’ammasso globulare M13, un agglomerato di stelle che orbita intorno alla nostra galassia.

L’ammasso globulare M13 – Foto by Latitude 44.5
Osservato nel 1714 da Edmod Halley ed inserito nel 1764 nel catalogo Messier
dall’omonimo Charles Messier, questo ammasso globulare è un conglomerato di stelle separato dalla nostra galassia, infatti è distante circa 25mila anni luce dalla Terra in
direzione della costellazione dell’Ercole.

Dove trovare l’ammasso M13 – Credit: Stellarium
Come detto prima questo ammasso globulare orbita intorno alla nostra galassia ed un giorno si unirà alla nostra, infatti gli astronomi hanno osservato che si sta avvicinando a noi a circa 250 km/s, attirato dalla massa della Via Lattea.
M13 è relativamente piccolo come oggetto, misura appena 160 anni luce di diametro ed al suo interno sono contenute dalle 300 alle 500 mila stelle, una delle più alte concentrazioni di stelle.
Ogni tanto mi vien da immaginare come sarebbe il cielo notturno se il Sole fosse dentro ad un ammasso globulare come M13: un canale Youtube ha creato una simulazione di come sarebbe.
Con il Sole dentro un ammasso globulare in cielo notturno sarebbe molto più popolato e alquanto complicato fare astrofotografia…

Il Sole e la terra dentro un ammasso globulare – Credits: Universe Dimension
“Ma da dove arriva questo ammasso globulare?”
Una bellissima domanda: gli astronomi hanno analizzato lo spettro della luce delle stelle che compongono l’ammasso globulare ed appartengono quasi tutte alla sequenza principale del diagramma di Hertzsprung-Russel, si può desumere quindi che la età e l’origine di questo ammasso è lo stesso della nostra galassia, 13 miliardi di anni.
Probabilmente quando si è formato è riuscito in qualche modo a resistere all’attrazione gravitazionale della nostra galassia.
Nel programma che uso per elaborare le immagini c’è anche un algoritmo che analizza i le stelle usando il catalogo astronomico Gaia DR3 dell’omonima missione ESA: questo script da la possibilità di creare un diagramma Hertzsprung-Russel degli ammassi globulari

Il mio diagramma HR

Un diagramma HR professionale
Nonostante sia un primo tentativo posso notare che la parte centrale del mio diagramma è abbastanza simile alla parte centrale di quello ricavato da Robert J. Vanderbei.
Con una popolazione stellare simile credo si possa desumere che la nostra galassia sia l’ammasso M13 hanno avuto una origine simile.

C’è molta più roba di quello che sembra!
Passando al setaccio la foto attraverso Pixinsight, possiamo notare che ci sono molti oggetti interessanti nello scatto, che ad una prima occhiata passano inosservati.
Le più interessanti sono le tre galassie presenti in basso a destra:
NGC-6207, IC-4617 ed PGC 2082302, tre galassie a diverse distanze da noi.

Ngc-6207 vista da me

NGC-6207 vista da Hubble
La prima è NGC6207, una galassia a spirale distante 30 milioni di anni luce, fortunatamente il telescopio spaziale Hubble l’ha fotografata rivelandone i dettagli più minuscoli.

IC-4617 – Iniziamo ad allontanarci da casa
IC-4617 è una galassia a spirare poco più grande della nostra Via Lattea, circa 113 mila anni luce di diametro.
La distanza di questa galassia è considerevole: stiamo osservando una galassia a 550 milioni di anni luce dal nostro sistema solare.
Per metterla giù in maniera diversa, la luce di questa galassia è partita quando qui sulla Terra si formavano le prime forme di vita, poco prima della ”esplosione del Cambriano”

L’immagine con l’annotazione

Le galassie senza annotazione
E qui andiamo veramente nel profondo cielo: PGC2082301 / 2082302 sono le galassie più luminose di un cluster di galassie, gli astronomi non dichiarano la distanza in anni luce ma comunicano solo il valore del “Red Shift”, cioè di quanto la luce è spostata verso il rosso a causa dell’effetto Doppler e della distanza.
Nel caso specifico siamo con un red shift (solitamente indicato con Z) di 0.17
Sembra poco ma per un telescopio amatoriale è un valore abbastanza alto.
Applicando una formula semplificata per il calcolo della distanza con Red Shift (semplificata perchè non tiene conto della velocità radiale e di molti altri fattori)
Dist = ( C * Z ) / H0 C = velocità luce 300.000 (arrotondato) km/s
Z = Red Shift oggetto
H0 = costante di Hubble ~ 67.4
Otteniamo una distanza approssimantiva in Mega Parsec, un Parsec vale 3.26156 Anni Luce.
Applicando la formula al nostro caso otteniamo un valore di 756.67 Megaparsec, traducendolo in anni luce abbiamo 2 Miliardi di anni luce.
Quei piccoli puntini rossi sono galassie la cui luce ha viaggiato per 2 miliardi di anni, un sesto della vita intera del nostro universo.
Ora vi passo ad elencarvi i dati dello scatto, se volete provare anche voi a fotografarla siete i benvenuti!
DATI TECNICI DEL TELESCOPIO
Telescopio: Skywatcher 200mm f4. / L. Focale 800mm Montatura: Skywatcher EQ6R-Pro
Camera: Zwo Asi 294 Monocromatica Ruota Portafiltri elettronica Zwo 7X36mm
Filtri: RGB Baader Planetarium Ø36mm non montati in cella / banda passante 100nm Fuocheggiatore Elettronico EAF Zwo
Software: N.I.N.A per aquisizione dati / Pixinsight per elaborazione DATI TECNICI DELLE IMMAGINI
Light Frame
100 Immagini per canale Rosso / Verde / Blu Dark Frame 21 / Flat Frame 21
Esposizione: 180” senza autoguida / Guadagno: 120 / Offset 20 / Temp. Sensore -10° Tot. Acquisizione: 5 ore per canale RGB / Tot. 15 ore di segnale.
Vi lascio qui sotto il link per i miei canali social, se vi incuriosisce l’astronomia e l’astrofotografia seguitemi tra le stelle!
Fino alla prossima, ciao e cieli sereni!
Luca “Orione” Reggiani

