Luca “Orione” Reggiani – Le immagini che mai vedrete.
Bentornati amiche ed amici!
In questo primo articolo del 2026 vorrei parlare di qualcosa di diverso, di qualcosa che i fotografi spesso e volentieri non amano far vedere: le foto che non sono venute bene.
L’astrofotografia, soprattutto quella deep sky, è molto complessa e tecnica ma nonostante gli aiuti che ci dà la tecnologia moderna l’errore o l’inconveniente è dietrol’angolo.
Quindi rompiamo questo tabù della perfezione ed inoltriamoci nelle foto imperfette.
Partiamo con un progetto che avevo iniziato a settembre 2024, il mosaico a 4 pannelli della galassia di Andromeda (per gli amici M31 oppure NGC224).
Perchè fare un mosaico? Semplicemente perchè è molto estesa e ricca di dettagli, con il mio telescopio da 800mm di possono ottenere delle immagini molto dettagliate, il progetto era (anzi a dire in vero lo è ancora, devo solo riprendere i lavori) quello di ottenere un’immagine in alta risoluzione per poi poterla stampare in grande formato, tipo poster da cinema).

Quando iniziai il progetto avevo ancora la fotocamera a colori, secondo le aspettative avrei terminato la raccolta dati a dicembre, giusto in tempo per passare al mosaico sulla cintura di Orione.
Terminato il primo set dati però mi accorsi di un grosso problema che vediamo qui sotto: l’immagine era decisamente inutilizzabile.

Quelle “ciambelle” che vediamo in alto a destra sono grani di polvere che si è depositato sul sensore, l’alone bluastro invece è un artefatto dovuto all’inquinamento luminoso causato dai fari led delle abitazioni private (spegnete quei fari led che puntano in alto verso il cielo: non servono a nulla.)
In questa seconda immagine invece andiamo a vedere quando si utilizza un filtro non adatto allo scopo.
Avevo appena montato un nuovo filtro apposito per le nebulose ad emissione (grandi nubi di molecole di vari elementi che emettono una debole luce) ed una notte dopo un primo test su una nebulosa mi spostai su un altro oggetto deep sky, M78: dimenticai però che era una nebulosa oscura, una densa nube di polvere che impedisce il passaggio della debole emissione delle nebulose e che emette pochissima luce.
Per metterla in termini semplici: ho cercato di setacciare la ghiaia con un setaccio per farina, non passa nulla (tranne l’inquinamento luminoso: vediamo che è un problema trasversale su tutte le immagini).

Come ultimo caso vi mostro un difetto dato dalla troppa precisione di un telescopio (sembra un controsenso ma è così).
L’immagine è di M101, distante 21 milioni di anni luce da noi.
Se però andiamo a guardare nel dettaglio l’immagine vediamo che è presente (oltre all’inquinamento luminoso e ad una quantità enorme di polvere sul sensore) uno sgradevole rumore di fondo, quasi come se si guardasse attraverso la pioggia.

Questo rumore di fondo è dato dal continuo attivarsi di alcune parti del pixel che generano questo schema ripetitivo e rimane impresso in tutte le immagini.
Quando poi si andranno a sommare le singole immagini questo pattern risulta molto più evidente e non c’è modo di toglierlo dall’immagine finale.
Per questo si programmano micro movimenti tra una foto e l’altra (appena qualche decina di nanometri) per evitare di sollecitare gli stessi pixel del sensore ed evitare il crearsi di questo schema ripetitivo.
Per questo mese è tutto!
Se avete domande o curiosità scrivetemi e seguitemi sui social media!
Fino alla prossima, ciao e cieli sereni!
Luca “Orione” Reggiani