Luca “Orione” Reggiani – La coppia di Galassie M81 ed M82 – Nate da uno scontro di 380 milioni di anni fa.

Luca “Orione” Reggiani – La coppia di Galassie M81 ed M82 – Nate da uno scontro di 380 milioni di anni fa.

9 Giugno 2026 0

LA COPPIA DI GALASSIE M81 ED M82

Bentornati amiche ed amici in questo nuovo articolo sull’astronomia!

Dopo un breve giro nel nostro sistema solare sul gigante gassoso Giove, ripartiamo in direzione spazio profondo!

E questa volta andiamo nelle profondità intergalattiche per vedere più da vicino due galassie molto note: la galassia di Bode e la galassia Sigaro, rispettivamente gli oggetti M81 ed M82 del famoso catalogo Messier.

Una coppia di galassie che circa 380 milioni anni fa hanno avuto uno scontro fra di loro che ha lasciato il segno nelle loro forme e nelle loro caratteristiche.

Le Galassie M81 ed M82 – Foto by Latitude 44.5

Partiamo dunque in questo viaggio con M81 la galassia Bode, avvistata da Johann Elert Bode nel 1776 venne poi inserita nel 1779 nel catalogo Messier come “nebulosa senza stelle”.

All’epoca infatti si supponeva che la via lattea fosse tutto l’universo e che quelle macchie indistinte fossero delle nebulose senza stelle, solo dopo il 1924 e la scoperta di Edwin Hubble ed Henrietta Leavitt che esistevano altre galassie oltre la nostra via Lattea, si è potuto scoprire veramente cosa fosse quella indistinta macchietta negli oculari degli astronomi.

Questa galassia è una galassia a spirale di tipo Sa, una spirale con bracci molto stretti ed avvolti fra loro, ha un diametro di circa 75 mila anni luce e si trova a circa 12 milioni di anni luce da noi: volendo metterla su un piano più umano per capire le distanze se Mirandola è la Via Lattea, Tramuschio è la Galassia Bode.

M81 – Galassia di Bode – Foto di Latitude 44.5

Come vediamo nell’immagine qui sopra è ben visibile la struttura dei bracci che si avvolgono intorno al nucleo della galassia, è anche distinguibile un alone di polvere e stelle che circondano l’oggetto e che diventano sempre più intricate nelle zone centrali della spirale.

Sulla sinistra appena percettibile (nella foto successiva dove aumenterò la luminosità) è presente l’oggetto Holmberg IX, un nome esotico ma è una “semplice” galassia nana che orbita intorno a M81: esattamente come la grande la piccola nube di Magellano orbitano intorno alla via lattea.

Visibile sulla destra Holmberg IX

Come possiamo notare dalle immagini la parte più esterna della galassia ha un colore decisamente più azzurro rispetto l’altra galassia M81: questo è il frutto dello scontro che è avvenuto 380 milioni di anni fa.

L’interazione tra le due galassie ha avviato la formazione di nuove stelle, queste risultano avere una temperatura molto elevata e, come ben sappiamo,  la temperatura di una stella è strettamente legata al suo colore.

Questo indizio è stato molto utile agli astronomi per capire che le galassie si sono scontrate fra loro.

E’ anche possibile notare nonostante la distanza considerevole la presenza di alcuni oggetti nebulari nei bracci della galassia: zone ricche di idrogeno ionizzato e probabilmente una zona in cui stanno ancora nascendo nuove stelle: esattamente come nella via lattea abbiamo vaste zone di materiali e gas ionizzati, anche le altre galassie hanno questi oggetti peculiari; e qui mi chiedo sempre, com’è la nostra galassia vista da fuori??

Le parti in violetto sono le parti nebulari

Passiamo ora ad M82 la galassia Sigaro

Scoperta anche questa da Johann Elert Bode nel 1776 ed inserita nel catalogo Messier nel 1779. È una galassia molto più piccola rispetto la vicina Bode, 40mila anni luce e presenta una forma ellittica con al centro una importante nube di gas e polveri, risultato dello scontro gravitazionale con la galassia M81.

M82 – Galassia Sigaro – Foto by Latitude 44.5

Come possiamo vedere molto bene è presente una nube rossastra davanti alla galassia, indice di un recente passato tumultuoso in balia delle forze di attrazione della galassia M81: queste forze mareali hanno causato un rimescolamento ed un conseguente aumento della densità e della temperatura di queste nubi molecolari, avviando una ionizzazione e facendole emette una tenue luminosità.

Luce in una specifica lunghezza d’onda che è possibile catturare e osservare grazie ai filtri fotografici particolari del mio telescopio.

Al centro della galassia il telescopio spaziale Hubble ha rilevato un picco di formazione di nuove stelle; quindi, anche la più piccola M82 ha dato inizio ad un nuovo ciclo di stelle, seppure in maniera ridotta.

Queste due galassie continueranno ad orbitarsi intorno e ad interagire tra loro, fino a quando un lontano giorno si uniranno in una sola unica galassia lenticolare: più o meno come faremo noi e la galassia di Andromeda tra circa 4 miliardi di anni.

Se siete sotto un cielo buio è possibile vedere queste galassie con un telescopio ottico o un binocolo: ovviamente non saranno come in foto, assomiglieranno a dei batuffoli grigio scuro che si differenziano a malapena dal fondo cielo (più il cielo è buio migliore sarà la differenza col fondo cielo)

Basta guardare verso l’Orsa Maggiore, tirare una linea tra Pecda e Dubhe e a circa la stessa distanza troverete il duetto di galassie: queste sono oggetti circum polari, vale a dire che son visibili tutto l’anno ma al momento sono in una buona posizione per l’osservazione.

Pecda in alto a sinistra, Dubhe in basso a destra, prolungando si arriva a M81 ed M82

Questo è il primo mosaico che faccio con la fotocamera monocromatica ed è stata una bella impresa che ha richiesto circa un mese di lavoro e un sacco di ore di integrazione, a seguire troverete tutte le indicazioni e le attrezzature usate per realizzare lo scatto.

Non è stato facile soprattutto ho dovuto scartare parecchie ore di segnale in quanto l’immagine era viziata da alcune infiltrazioni di luce che rendevano impossibile l’utilizzo.

Gli evidenti difetti nel canale della Luminanza

DATI TECNICI DEL TELESCOPIO

Telescopio: Skywatcher 200mm f4. / L. Focale 800mm Montatura: Skywatcher EQ6R-Pro

Camera: Zwo Asi 294 Monocromatica Ruota Portafiltri elettronica Zwo 7X36mm

Filtri: RGB Baader Planetarium Ø36mm non montati in cella / banda passante 100nm Ha Baader Planetarium Ø36mm non montato in cella / banda passante 6.5nm Fuocheggiatore Elettronico EAF Zwo

Software: N.I.N.A per aquisizione dati / Pixinsight per elaborazione

DATI TECNICI DELLE IMMAGINI

Light Frame (da moltiplicare per due visto che sono 2 immagini per galassia) 80 Immagini per canale Rosso / Verde / Blu

140 Immagini per dati Ha (Idrogeno ionizzato) Dark Frame 21 / Flat Frame 21

Esposizione: 180” senza autoguida / Guadagno: 120 / Offset 20 / Temp. Sensore -10° Tot. Acquisizione: 24h RGB + 14h Ha + 8h Luminanza (scartate)

Vi lascio qui sotto il link per i miei canali social, se vi incuriosisce l’astronomia e l’astrofotografia seguitemi tra le stelle!

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Fino alla prossima, ciao e cieli sereni!

Luca “Orione” Reggiani

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