Mirandola – Fulvia da Correggio
Nel biennio 1551-1552, la Mirandola subisce il più lungo assedio della sua storia uscendone però vincitrice ed accrescendo la propria fama (alee-ooh, alee-ooh).
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Nel biennio 1551-1552, la Mirandola subisce il più lungo assedio della sua storia uscendone però vincitrice ed accrescendo la propria fama (alee-ooh, alee-ooh).
Parchè i gh’issan miss cal scutmài, me ad precis, an lo mai savù. O parchè al na fuss sta tant puntual a far un lavor, o a restituir un qualch prestit – essend curt ad memoria – ma sopratutt parchè, a ritegn ch’al ghis più ciacri che fatto .
Doveva essere un personaggio davvero singolare Augusto Raimondi (prozio di Luigi Girati).
Quarantanni prima della sua morte scrive il testamento e lascia disposizioni per li suo funerale……
“Al limunàr” vendeva quasi 3000 copie dal Barnardón ogni anno, ed anche elastici, noce moscata, limoni e tacapàgn, le grucce appendiabiti. Camminava ciondolando lentamente lungo le corsie tra i banchi del nostro mercato tenendo i prodotti sul palmo delle mani e in una cesta di vimini.
L’Ave era una donna energica e molto riservata, anche se non ha mai nascosta la sua ferrea fede comunista. Una tutta d’un pezzo. Credo vivesse sola con la figlia, Carla.
Questa mia ultima nota, parrà strano, ma è dedicata ad una lampadina.
Mi è già capitato altre volte affermare che i biscotti di Goldoni sono le mie “madeleines”.
Ci siamo è terminato l’anno scolastico ed il CALVI di Finale Emilia ci regala una nuova travolgente performance.
Il pretesto di quest’anno è quello di mostrare con orgoglio la scuola al termine della ricostruzione.
Aule nuove, grandi e coloratissime come il loro modo di comunicare.
Dalle oscure nebbie del tempo che fu, nasce la storia che fece della Mirandola, lo stato più piccolo d’Italia, un elemento da non trascurare nella conduzione della politica europea.
Fino alla notte del 15 ottobre 1533, pur non mancando vari tentativi di tipo militare da entrambe le parti per riunificare lo staterello, la decisione del giudice rimase l’unica soluzione possibile. Quella disgraziata notte però,
L’osteria “da Zaccheri” era posta alla fine di via Milazzo, all’angolo coi viali, proprio là dove ora mi pare ci sia una pizzeria.
Cominciamo subito col dire che non ritengo di dare eccessiva importanza all’ortografia del nome, per me era ed è “da Zaccheri”, con quella “Z” mista a “S”, perché così la chiamava mio nonno.